Diritti Sportivi

Diritti tv del calcio: vince #Sky, ora alla prova della multipiattaforma

Habemus Papam. Alla fine la Lega Calcio, con una trattativa privata “lampo”, è riuscita a vendere i diritti del calcio di seria A per il prossimo triennio. I club hanno scelto di suddividere i 380 incontri in tre pacchetti, in ciascuno dei quali inserire determinati giorni e orari con i relativi incontri, venduti per tutte le piattaforme. Per la legge Melandri, Sky non poteva comprare tutti e tre i pacchetti. Ne ha acquistati due, per 780 milioni e 266 incontri in esclusiva (qui andrà fatta qualche precisazione). Su Sky si vedranno sette partite su dieci in esclusiva: i due anticipi del sabato, delle 15 e delle 18, due incontri la domenica, uno alle 15 e l’altro alle 20,45 e il nuovo appuntamento del lunedì sera.
Gli inglesi di Perform, con la piattaforma Dazn /(si pronuncia dazone), trasmetterà in streaming, a un prezzo probabile di 9 euro e 99 al mese, gli altri 114 incontri della serie A: quelli del sabato alle 20,30, della domenica alle 12,30 e della domenica alle 15.
Tutto chiaro? Fin qui, a bocce ferme, ci sarebbero già due grandi novità: Sky non solo avrebbe più del doppio delle esclusive dello scorso anno, come ripetono tutti, ma, soprattutto, avrebbe in esclusiva gran parte degli scontritri diretti tra le “grandi”, mentre nel campionato passato aveva in esclusivs gli incontri di secondo piano di cui Mediaset Premium non aveva i diritti. Seconda novità: Sky non potrebbe però offrire tutti gli incontri della Juventus o della Roma.
Le bocce, però, non sono ferme: tra gli operatori sono possibili accordi per la ritrasmissione degli incontri su piattaforme diverse da quelle di chi ha acquistato i diritti. Perform ha aperto a trattativa con “tutti”, dimenticando che gli incontri live possono essere trasmessi solo da una pay tv. Cosa chiederà Perform a Sky per dare all’operatore, che ormai opera su più piattaforme, la ritrasmissione dei suoi 114 incontri? Soldi? O i diritti su una parte degli incontri di Sky che però, a quel punto, non sarebbero più in esclusiva per la stessa Sky e verrebbero offerti sul mercato ad un prezzo decisamente inferiore? Soldi, probabilmente: a quel punto Sky avrà tutti gli incontri della seria A, di cui 266 in esclusiva e 114 trasmessi anche in streaming. Ai quali aggiungere Champion’s League ed Europa League: tutto il calcio che conta sarà per tre anni offerto da Sky che adesso può e deve sfondare il muro dei cinque milioni di abbonati, avendo anche i canali di cinema e serie tv di Premium.
Attenzione, però: esclusiva non significa che per vedere tutto si debba abbonarsi alla piattaforma satellitare di Sky. La pay tv, in seguito all’accordo con Mediaset Premium, quello che nei fatti ha messo fuorigioco gli spagnoli di MediaPro e chi li aveva consigliati, sta lanciando un pacchetto di canali a pagamento sul digitale terrestre. Ci sarà anche la serie A sul digitale terrestre? In caso di risposta affermativa: saranno tutti i match o solo alcuni? E a che prezzo sarà venduto tale pacchetto di incontri? Forse non allo stesso prezzo del satellite, perchè il pubblico è decisamente diverso per reddito e mentalità, oltre ad essere molto più numeroso, in quanto composto potenzialmente da tutte le famiglie italiane.
Sky dovrà chiarirlo presto, per poter lanciare la campagna abbonamenti. Il campionato parte in agosto. Non potrà farlo, però, prima di aver chiuso gli accordi con Perform, quindi tale trattativa avrà tempi brevi. E Mediaset? Non sembra aver senso che Premium compri i diritti di ritrasmissione da Perform (al quale non può offrire in cambio diritti, se non di altri contenuti, sportivi e non) quando ha ceduto canali e frequenze a Sky per lanciare una pay tv terrestre, e ha deciso di uscire prima o poi dalla pay tv: il prossimo passo sarà la cessione a fine anno a Sky del ramo d’azienda di Premium detto operation pay, per ora conferito a una nuova società (il tutto Antitrust permettendo).

P.S.Nell’arco del contratto triennale sui diritti, dal 2018 al 2021, dovrà essere progressivamente introdotto nel sistema televisivo italiano, il nuovo standard televisivo Dvb-T2, che migliorerà la visione e l’audio dei programmi e permetterà, se vi saranno ricevitori adatti sul mercato, anche un’ottima ricezione in mobilità. Dovremo tutti cambiare televisore? No, molti hanno già un televisore T2 e magari non lo sanno: chi ha il T2 vede anche l’attuale standard Dvb-T. Non è possibile, invece, il contrario: chi ha il vecchio standard non vedrà il T2.Sky, per chi ha il decoder SkyQ, offrirà incontri in 4K HDR, che ha prestazioni ancora migliori del T2, ma lo farà più facilmente sul satellite, perchè sulle frequenze terrestri non c’è abbastanza spazio, dato che una parte delle frequenze dovrà essere abbandonato dalle tv, a favore della banda larga mobile, entro il 2022.

C’è, insomma, molto disordine sotto il cielo del consumatore italiano e istituzioni, media e grande distribuzione non fanno granchè per mettere un po’ di chiarezza.